Novembre 1917 – ottobre 1918: annus horribilis
Dopo Caporetto, la linea di sbarramento rappresentata dal Massiccio diventa di fatto l’ultimo baluardo difensivo prima della pianura veneta. Dal novembre 1917, per un intero anno, fino alla fine del conflitto, il Grappa è uno dei principali teatri di guerra. In pochi mesi il territorio cambia volto, per sempre: se prima del conflitto questa montagna era quasi inaccessibile e scarsamente antropizzata, nel corso del 1917 viene interessata da decine di cantieri per la costruzione di strade, trincee, postazioni militari e l’area alle pendici si trasforma completamente, per diventare base logistica a servizio del fronte in quota.
Tre le grandi battaglie che si svolgono sulle cime del Massiccio in quei mesi: la prima, Battaglia d’Arresto, tra novembre e dicembre 1917, per arginare l’avanzata austro-ungarica dopo Caporetto, la Battaglia del Solstizio nel giugno dell’anno successivo e la Battaglia di Vittorio Veneto, di tipo offensivo da parte delle truppe italiane, nell’autunno del 1918, a cui segue la firma dell’armistizio il 4 novembre.
Durante questo anno terribile muoiono migliaia di soldati e di civili, le cime del Grappa accolgono montagne di morti, molti rimarranno per sempre ignoti. Oggi, quasi tutte le vittime militari cadute tra queste montagne, riposano nel Sacrario di Cima Grappa, 22.694 persone, italiani e austriaci.